Il vintage: uno stile intramontabile

Il Vintage

Dai mass media, ai mercatini dell’usato, dalla moda, alle fiere di settore, il termine vintage è uno dei più usati in questi ultimi anni. È bene però chiarire che, quando si parla di vintage, non si parla di vecchio, il vintage è vintage: un elogio nostalgico di un tempo passato, un’esaltazione di valori e tradizioni che appartengo a una determinata cultura. Ma soprattutto, non tutto ciò che viene dal passato si può e si deve considerare vintage. Il vintage ha delle regole ben precise.

Una delle figure chiave della nascita del vintage si deve a Andy Warhol, figura predominante del movimento della Pop Art ed uno dei più influenti artisti del XX secolo. Considerato il padre di un nuovo movimento, l’arte del recupero, che ha segnato un’epoca, arrivata fino ai giorni nostri. A partire dagli anni’70 il mondo sembra aver compreso l’arte del vintage, ma inizialmente rimane un fenomeno riservato a giovani ribelli e con pochi soldi. I mercatini sono i luoghi ideali dove comprare, ma cominciano a spuntare i primi negozi specializzati. Solo verso la metà degli anni ’90 il vintage diventa quello che è oggi: un fenomeno che coinvolge più ceti sociali.

L’Italia è fin dai tempi più antichi la culla di numerosi movimenti artistici, che hanno caratterizzato l’alta qualità della sua manodopera. L’Italia è da sempre il punto di riferimento per lo stile, eleganza e qualità. Il design italiano non riguarda solo la moda e abbigliamento, ma anche l’architettura, l’arte, l’alimentazione, l’artigianato, la musica, l’automobile, i gioielli e molto altro ancora. Non a caso il marchio italiano, o “made in Italy”, è garanzia di stile superiore.

Ma quali sono i settori e gli oggetti più diffusi nel mercato del vintage in Italia?

Collezionismo, arredamento, moda, fotografia e musica. Sono cinque i settori in cui il vintage spopola.

L’arredamento

Vintage non vuol dire antico; ma nemmeno contemporaneo in stile d’epoca. Ma soprattutto non vuol dire vecchio: un bel mobile vintage è un mobile collocabile in un passato prossimo o remoto ma non remotissimo. Deve avere almeno vent’anni di vita ma essere comunque un pezzo del secolo scorso. Inoltre, il pezzo deve ancora mantenere intatte le sue qualità e la sua buona fattura. La patina del tempo, nell’arredamento come nella moda, aggiunge valore alle cose: è quell’effetto di nostalgia che porta a riscoprire complementi d’arredo e mobili iconici, spesso diventati veri articoli di culto, che spinge a frequentare mercatini dell’usato e a far crescere il fenomeno del brocantage.

 

Il collezionismo

Collezionare articoli del passato diventa uno stile di vita, non solo ponendo attenzione al lato nostalgico o di ricavato economico, ma riscoprendo in quest’arte un’importanza sia culturale che storica. Il collezionismo Vintage non è solo preservare la memoria passata, ma dare una seconda vita ad oggetti unici che ci fanno guardare indietro per lanciarci in un futuro ricco di spunti.

 

La moda

E’ il settore più prolifico, e ripropone continuamente modelli e tendenze ispirate al passato. Tra gli accessori di moda che hanno avuto più successo nel mercato del vintage segnaliamo i Rayban Aviator. Progettati negli anni settanta come occhiali per proteggere gli aviatori e piloti dai raggi solari, grazie alla particolare montatura a goccia sono diventati un’icona intramontabile.

 

La fotografia

Nel settore della fotografia, il boom del digitale ha fatto riscoprire a molti appassionati il fascino dell’analogico con il rullino fotografico, da considerarsi a tutti gli effetti un oggetto vintage. Molte case produttrici di macchine fotografiche hanno lanciato sul mercato macchine fotografiche digitali dall’aspetto rétro.

 

La musica

Dalla fotografia alla musica il passo è breve. Molti artisti e case discografiche sono tornati a proporre, accanto a cd e mp3, il disco in vinile, vero e proprio oggetto di culto. Reazione a catena poi, il ritorno dei giradischi, sia quelli classici e vintage che quelli che rinascono in una versione high-tech con tanto di lettore mp3.